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Casa vacanze, suggerimenti e regole per non correre rischi

martedì, 8 giugno 2010

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Casa vacanze: suggerimenti e regole per non correre rischi
L’estate si avvicina e molti italiani, anziché spendere per un paio di fine settimana svariate centinaia di euro per alberghi ed hotel, sono pronti ad affittare per un periodo più lungo una casa vacanze, magari con giardino e vista sul mare. E come ogni anno, per l’occasione, l’Associazione ADUC, per voce del Segretario Primo Mastrantoni, ci ricorda alcune prassi e regole da seguire nella fase di stipula del contratto.
Innanzi tutto, l’Associazione ricorda che per gli affitti di case vacanza con una locazione avente una durata fino a 30 giorni non c’è alcun obbligo legato alla registrazione del contratto di affitto, così come non si deve di conseguenza pagare la relativa tassa per la registrazione del contratto.

Il soggetto che affitta lo stabile ai vacanzieri può chiedere una somma a titolo di anticipo per l’acqua, la luce ed il gas, mentre chi prende in affitto la casa deve accertarsi che lo stabile sia completamente arredato, e che tutto sia perfettamente funzionante, dal televisore alla lavatrice al fine di evitare qualsiasi problema o fraintendimento alla riconsegna delle chiavi.

Dopo aver fatto tutti gli opportuni controlli, si può firmare il contratto con l’obbligo da parte di chi affitta di rilasciare regolare ricevuta di pagamento; per i periodi di permanenza in casa vacanze in affitto sotto i 30 giorni, tra l’altro, non c’è obbligo di denuncia alla polizia se si è cittadini italiani, mentre per gli stranieri c’è il consueto obbligo di denuncia alla Polizia entro un numero massimo di 48 ore.

fonte aduc
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mercoledì, 23 dicembre 2009

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immobili fantasma!

venerdì, 18 dicembre 2009

Immobili fantasma, in tre anni oltre 2 milioni di unità celate In Gazzetta Ufficiale il comunicato del Territorio con la lista degli ultimi comuni catastali supervisionati Dal 2007 al 2009 individuati 2.070 milioni di fabbricati fantasma. La verifica condotta dai ghostbuster del Territorio ha setacciato, nel corso di quest’anno, le aree di 28 province, pari a oltre il 25% dell’intera penisola, fotografando 570mila nuovi immobili “nascosti” all’erario. I risultati finali del controllo a tappeto sono stati annunciati oggi, in conferenza stampa, dal direttore dell’agenzia del Territorio, Gabriella Alemanno, in concomitanza della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del comunicato contenente gli elenchi degli ultimi comuni catastali supervisionati. Nel documento si avvisano gli eventuali inadempienti che le liste delle particelle “incriminate” e dei relativi enti locali ospitanti – naturalmente solo quelli interessati dall’ultima ondata di controlli – sono consultabili per sessanta giorni, a partire da oggi, sul sito del Territorio. Pertanto, i titolari delle costruzioni segnalate avranno, se tenuti alla regolarizzazione, sette mesi di tempo (da oggi) per dichiarare i fabbricati al catasto edilizio (la scadenza per l’adempimento spontaneo fissata, in un primo tempo in 90 giorni, è stata prolungata per effetto delle disposizioni contenute nel Dl 248/2007). Trascorso inutilmente tale termine, le strutture del Territorio provvederanno all’accatastamento d’ufficio. È ovvio che mettersi in regola spontaneamente conviene, si evita infatti la maggiorazione dei costi derivante dall’inasprimento delle sanzioni dovute per l’attività svolta dall’ufficio. Nell’ipotesi, invece, di accertata insussistenza dell’irregolarità, gli interessati potranno inviare una segnalazione all’ufficio provinciale del Territorio utilizzando l’apposito modello scaricabile dal sito dell’Agenzia. Un’ipotesi più che plausibile, considerato che la ricerca degli immobili fantasma è avvenuta attraverso un processo articolato partito con una serie di foto-identificazioni aeree, effettuate in collaborazione con l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, successivamente sovrapposte alla cartografia catastale gestita dal Territorio. I risultati, poi, sono stati sottoposti a ulteriori verifiche negli archivi censuari. Passaggi complessi che, in alcuni casi, hanno rilevato esiti opposti a quelli della prima “impressione” (ad esempio, immobili già censiti, o dichiarati prima della pubblicazione del comunicato, o addirittura inesistenti perché demoliti, eccetera). L’attività di accertamento, avviata nel 2008 e tuttora in corso, è stata completata per il 30% delle particelle individuate e ha condotto all’accatastamento di oltre 270mila unità immobiliari, con un incremento di rendita catastale di 145 milioni di euro. Dal lato degli adempimenti volontari, le regolarizzazioni sono state 147mila e l’aumento di rendita si è attestato a 47 milioni di euro. Le tipologie di fabbricati accatastati sono, per lo più, rappresentate da abitazioni (33%) e da magazzini o garage (51%). Sono le cifre significative diffuse dal direttore, Gabriella Alemanno, nel corso della conferenza stampa tenutasi questa mattina a Roma.

 Paola Pullella Lucano

FONTE AGENZIA TERRITORIO

20091218

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Costruzioni in ginocchio

sabato, 5 dicembre 2009

Costruzioni in ginocchio Il pensiero di Paolo Bozzetti L’industria italiana delle costruzioni è in ginocchio. Tutti i suoi comparti produttivi, dalle imprese realizzatrici ai produttori di laterizi, dal legno al vetro, dal calcestruzzo alle macchine di cantiere, dall’impiantistica alla chimica. Per non dire delle società di ingegneria. Tutti hanno visto ridursi drasticamente attività, fatturati e di conseguenza l’occupazione». Paolo Buzzetti lancia l’allarme come Presidente di Federcostruzioni, Federazione di Federazioni, che riunisce circa 100 associazioni imprenditoriali, che a loro volta rappresentano 30.000 imprese, con 3 milioni di dipendenti per 370 miliardi di fatturato. «Un sistema – sottolinea Buzzetti – fatto di grandi aziende, si pensi al cemento, all’impiantistica, ai general contractors, ma soprattutto di centinaia di migliaia di piccole e medie imprese che non retoricamente, ma sostanzialmente sono l’innervatura economica che tiene in piedi questo Paese». Il presidente di Federcostruzioni ha evidenziato come la produzione industriale relativa alle costruzioni sia calata del 30% in 2 anni. «La recessione investe con una violenza sconosciuta le industrie produttrici del settore delle costruzioni. Basti pensare che la crisi della metà degli anni Novanta – da molti considerato un momento di forte difficoltà economica – abbia visto una riduzione in tre anni del 10%. Oggi siamo a tre volte tanto in un arco di tempo più ridotto». Industria costruzioni, costruzioni, costruzione, impresa costruzione,

 

20091205

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Crisi nel settore costruzioni

sabato, 5 dicembre 2009

Una crisi eccezionale sta colpendo le costruzioni Nel 2009 gli investimenti in costruzioni registreranno un calo rispetto al 2008 intorno al 10%.Tutti i comparti sono in difficoltà: – la nuova edilizia residenziale perde il 19%; – l’edilizia non residenziale privata diminuisce del 10%; – i lavori pubblici, che avrebbero dovuto svolgere una forte funzione anticongiunturale, calano dell’8%. Anche la manutenzione straordinaria del patrimonio abitativo esistente perde l’1% rispetto al 2008. Si tratta di uno scenario assai critico ed a fine 2010 gli investimenti in costruzioni saranno ritornati ai livelli dell’inizio degli anni 2000. Il calo degli investimenti nel settore delle costruzioni pari a circa il 20% nel triennio 2008 -2010, raggiunge il 30% nella nuova edilizia abitativa ed il 23% nel comparto non residenziale privato. Per le opere pubbliche, la riduzione è in atto da sei anni e nel 2010 gli investimenti saranno il 23% rispetto al 2004. Ma se si guarda alla produzione e alle dinamiche dei diversi comparti che fanno parte delle costruzioni l’eccezionale flessione degli investimenti finisce per sembrare un valore ancora troppo ‘ottimista’. Nell’insieme il calo della produzione industriale nel settore delle costruzioni nel biennio 2009 – 2010 è stato mediamente del 30%. Se si osserva il grafico che misura l’indice della produzione industriale dell’ISTAT di un insieme di materiali delle costruzioni (cemento, prodotti in calcestruzzo, piastrelle in ceramica, laterizi, prodotti di carpenteria in legno e falegnameria per l’edilizia) dal 1990 al gennaio-settembre 2009. Emerge con grande evidenza come la recessione investa con una violenza sconosciuta le industrie produttrici del settore delle costruzioni. Ben un terzo in meno in due anni è cosa ben diversa dalla riduzione di 10 punti, che si era determinata nel triennio 1992-1994, considerato da tutti gli analisti come la congiuntura più critica degli ultimi anni. Oltre 100.000 lavoratori persi in un anno, con una previsione per il prossimo anno di altri 150.000 Il 2010 sarà un anno decisivo per il settore delle costruzioni, sarà l’anno della resa dei conti: in termini occupazionali e di capacità competitiva delle imprese. La crisi sta colpendo duro riducendo fortemente l’occupazione nell’edilizia. L’osservatorio delle Casse edili stimava ad Agosto una differenza nel numero di operai registrati, rispetto al mese di Luglio dell’anno precedente, intorno alle 100.000 unità. Un dato sicuramente sottostimato rispetto alla realtà effettiva considerato che il sistema informatizzato della Commissione Nazionale delle Casse (CNCE) rappresenta circa l’80% della totalità delle casse.Un dato che oggi dopo tre mesi è sicuramente aumentato. Nello stesso periodo il calo relativo alle imprese è stato stimato in 20.000. Restando ancorati ai dati rilevati relativi al mese di Agosto va segnalato come la crisi colpisca soprattutto in valori assoluti le città e le province metropolitane. Roma ha perso in un anno 8.000 operai, Milano 4.500. Altrettanti, per restare in Lombardia ne perdono complessivamente Bergamo, Varese, Como e Lecco. Le province del Veneto, senza contare Verona, registrano un calo di 3.500 operai. Particolarmente grave appare la situazione dell’Umbria dove complessivamente nelle due province la contrazione riguarda 4.000 operai su n totale di circa 14.500 iscritti. Negli ultimi mesi la crisi sta dilagando anche nelle regioni del Mezzogiorno, con molte province che registrano cali che si avvicinano al 25%, ovvero una riduzione corrispondente ad un quarto della forza lavoro iscritta un anno fa. Tenendo conto della dimensione colpiscono i 3.800 operai in meno della provincia di Salerno, gli oltre 2.000 di Palermo, i 2.600 di Sassari e i 1.800 di Reggio Calabria. Le previsioni sono che si arrivi nel corso del 2010 a registrare un calo dei lavoratori dipendenti Tag 1 costruzione, costruzioni. crisi, crisi immobiliare, crisi costruzioni, crisi casa, crisi case,

 20091205

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Contrazione finanziamenti imprese di costruzioni

sabato, 5 dicembre 2009

Continua la forte contrazione dei finanziamenti alle imprese di costruzioni

 Nei primi sei mesi del 2009, il flusso di nuovi finanziamenti per investimenti nel settore abitativo è diminuito del 17,7% rispetto al primo semestre dello scorso anno. Nel non residenziale il calo è stato del 16,4% a livello nazionale.
Ma le imprese soffrono anche del calo dei mutui erogati alle famiglie per l’acquisto di immobili: nei primi sei mesi di quest’anno a livello nazionale la diminuzione delle erogazioni è stata del 17,3%.
Ma non sono solo i dati di Banca d’Italia a segnalare una situazione a dir poco allarmante.
Circa il 45% del campione di imprese associate che hanno partecipato all’Indagine rapida Ance settembre 2009 continua a sperimentare difficoltà nell’accesso al credito. Un fenomeno che continua a manifestarsi in maniera preoccupante è il cambiamento unilaterale delle condizioni contrattuali sui finanziamenti in essere da parte delle banche: ben il 33% del campione, ovvero un terzo delle imprese, ha dichiarato di aver subito la richiesta di cambiamento delle condizioni previste dal contratto sottoscritto con l’istituto di credito.

In un momento così delicato, per le imprese è difficile cambiare controparte e quindi il più delle volte le aziende devono accettare queste variazioni, essendo molto basso il loro potere contrattuale.
Aumentano gli spread, sia per i mutui a tasso variabile sia per quelli fissi. Per questi ultimi cresce il differenziale con l’Area Euro: a settembre 2009 i mutui erogati nel nostro Paese erano più cari dello 0,61% rispetto a quelli europei (ad agosto questa differenza era pari allo 0,74%).
Per capire cosa vuole dire questo differenziale d’interesse, l’Ance ha effettuato una simulazione, prendendo come base di riferimento i tassi sui mutui alle famiglie per l’acquisto dell’abitazione della BCE. Si è ipotizzato di sottoscrivere un finanziamento per l’acquisto della casa in Italia e nell’Area Euro pari a 150.000 euro per una durata di 25 anni; dalla simulazione emerge che le famiglie italiane sono costrette a pagare 15.758 euro in più rispetto all’Europa.

 fonte ance

20091215

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Visure catastali disponibili anche negli uffici postali

venerdì, 4 dicembre 2009

Visure catastali ad ampio raggio:

disponibili anche negli uffici postali

Presso le strutture dotate di “Sportello amico” è possibile richiedere informazioni sulle proprietà di immobili

Visure catastali a portata del cittadino presso gli uffici postali, grazie a un accordo firmato da agenzia del Territorio e Poste italiane. Da ieri, infatti, presso i 5.740 uffici in cui è presente “Sportello amico”, i cittadini potranno richiedere le informazioni sugli immobili presenti all’interno della banca dati catastale. Dopo una prima fase di sperimentazione presso gli uffici di Roma, Torino e Palermo, quindi, il servizio è disponibile su tutto il territorio nazionale.
Aumentano in questo modo le strutture a cui rivolgersi per richiedere i certificati catastali: ai 1.100 uffici del Territorio si aggiungono i 5.470 di Poste italiane, per un totale di quasi 7mila sportelli presenti in tutta Italia.
Per ottenere informazioni su proprietà e rendite e sui relativi adempimenti fiscali basterà utilizzare il proprio codice fiscale o gli elementi identificativi degli immobili.

Le visure catastali
Saranno oltre 92 milioni le visure catastali rilasciate nel 2009 dall’agenzia del Territorio, sia direttamente allo sportello sia per via telematica. Ogni anno, inoltre, le richieste del servizio on line aumentano del 7%. Queste le stime elaborate dal Territorio che già da tempo offre la possibilità di consultare telematicamente e in modo gratuito i documenti contenuti nella banca dati catastale.
La ricerca può essere effettuata tramite diverse modalità. Per ottenere informazioni sulle rendite catastali, occorre inserire il proprio codice fiscale, la provincia di ubicazione e gli identificativi catastali dell’immobile di interesse.
Inoltre, inserendo il codice fiscale di un soggetto intestatario catastale, la provincia e il comune dell’immobile, è possibile acquisire anche informazioni anagrafiche sul soggetto, sulla relativa quota di diritto e sui redditi dominicale e agrario.
Per questo tipo di ricerca, è necessario autenticarsi al servizio telematico dell’agenzia delle Entrate “Fisconline”.
Reti amiche e Sportello amico
Una Pa sempre più vicina ai cittadini. In quest’ottica è nato il progetto, varato dal ministero della Pubblica Amministrazione e Innovazione, “Reti amiche”, all’interno del quale è stato avviata da Poste Italiane l’iniziativa “Sportello amico”.
Gli sportelli, presenti presso 5.740 uffici postali, permettono ai cittadini di poter fruire, grazie a un’unica struttura, di servizi precedentemente erogati da differenti amministrazioni: rinnovo e rilascio di passaporti e permessi di soggiorno, pagamento di contributi Inps e assicurazione Inail per gli infortuni domestici e servizi relativi all’Inps card. E, da ieri, anche la richiesta di certificati catastali.

Alessandra Gambadoro

fonte agenzia entrate  –  20091204   

 

 

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Volture e atti immobiliari per via telematica

venerdì, 4 dicembre 2009

Volture e atti immobiliari. Aperta la via telematica Al via l’abilitazione per l’adozione della procedura informatica da parte di segretari e delegati della Pa Definite, in un provvedimento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri, 30 novembre, e firmato il 17 novembre dal direttore dall’agenzia delle Entrate, dal direttore dell’agenzia del Territorio e dal Capo dipartimento per gli affari di giustizia del ministero della Giustizia, le modalità tecniche per ricevere l’abilitazione all’utilizzo dei servizi informatici per gli adempimenti relativi agli atti immobiliari, come la registrazione, la voltura, la trascrizione, l’iscrizione e l’annotazione nei registri. L’adozione della procedura informatica è richiesta per i pubblici ufficiali, segretari o delegati della Pa, diversi dai notai, appartenenti ad amministrazioni dello Stato ed enti pubblici non soggetti al sistema di tesoreria unica, autorizzati a tenere un conto corrente presso banche convenzionate con l’agenzia delle Entrate o presso Poste italiane Spa, e ad amministrazioni che utilizzano il modello F24 EP. A chiedere l’abilitazione, si precisa nel provvedimento, deve essere l’ente, inviando un’istanza all’agenzia del Territorio, sottoscritta dal legale rappresentante, redatta su un modulo predisposto e disponibile sul sito del Territorio. Verificati i requisiti per l’ammissibilità, gli uffici comunicheranno l’esito, sempre seguendo la via informatica, sia all’amministrazione che ha inoltrato la domanda che al pubblico ufficiale abilitato. Il provvedimento specifica, infine, che i tributi versati via “internet” saranno addebitati sui conti correnti detenuti presso banche o Poste italiane Spa per le amministrazioni autorizzate a seguire questa modalità, ovvero sulla contabilità speciale aperta presso la Tesoreria provinciale per gli enti inseriti nella tabella A della legge 720/1984 o, per quelli inseriti nella tabella B, secondo quanto previsto dall’articolo 5 del decreto ministeriale 5 ottobre 2007.

Anna Maria Badiali

fonte agenzia delle entrate 20091204

 

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Risparmio energetico bonus 55% – vademecum guida in pdf

venerdì, 27 novembre 2009

Risparmio energetico, on line le novità sul bonus del 55% Aggiornato il vademecum che guida il contribuente tra i come e i quando degli sconti fiscali pro-ambiente Le disposizioni normative di fine 2008 e del 2009, che hanno portato a una semplificazione delle procedure e degli adempimenti amministrativi previsti per fruire della detrazione dall’Irpef del 55% delle spese sostenute per la riqualificazione energetica degli edifici, entrano nella guida web dell’Agenzia “Le agevolazioni fiscali sul risparmio energetico”. Il primo input è arrivato con il provvedimento direttoriale del 6 maggio 2009 – previsto dall’articolo 29 del decreto “anticrisi” n. 185/2008 – con il quale è stato approvato il modello di comunicazione relativo ai lavori di riqualificazione che proseguono oltre il periodo d’imposta in cui sono iniziati. Poi, il 6 agosto, è sopraggiunto il decreto interministeriale che ha introdotto significative modifiche nel senso della semplificazione. Tra le più importanti, la possibilità, per chi installa pannelli solari realizzati in autocostruzione, di non presentare la certificazione di qualità del vetro solare rilasciata da un laboratorio certificato e produrre soltanto l’attestato di partecipazione a un corso di formazione specifico. È stato cancellato l’obbligo di allegare l’asseverazione sul rispetto dei requisiti minimi a carico dei contribuenti che sostituiscono finestre e infissi. La conformità alla normativa europea può essere attestata direttamente dal produttore di tali elementi. Modificate anche le prescrizioni sui contenuti dell’asseverazione per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale. Ora, i generatori di calore a condensazione possono essere “ad aria o ad acqua” e le valvole termostatiche a bassa inerzia termica vanno posizionate “ove tecnicamente compatibile”. Il vincolo della certificazione di conformità alle regole Ue per ogni singolo componente è eliminato, inoltre, nel caso di installazione di impianti di potenza nominale del focolare inferiore a 100 kw. Anche in questa ipotesi, basta la “parola” del produttore. Dal 2009, per i coefficienti di prestazione (COP) e gli indici di efficienza energetica (EER) delle pompe di calore (caldo/freddo), sarà necessario fare riferimento ai nuovi valori minimi indicati nell’allegato I del decreto del 6 agosto scorso. Oltre alle semplificazioni, nella guida on line trova spazio un adempimento a carico esclusivamente dei contribuenti che proseguono lavori di riqualificazione energetica avviati in un precedente periodo d’imposta. Si tratta della comunicazione da predisporre su modello approvato con il provvedimento direttoriale del 6 maggio, e da inviare telematicamente all’agenzia delle Entrate nel termine di 90 giorni dalla fine del periodo d’imposta in cui sono iniziati i lavori. Quindi, in relazione agli interventi di riqualificazione in corso tra il 2009 e il 2010, andrà trasmessa entro il prossimo 31 marzo. Se i lavori si protraggono per più periodi d’imposta, la comunicazione va fatta ogni volta nel rispetto degli stessi tempi e modalità. Nell’articolo “Bonus 55%, invio comunicazione soltanto per i lavori pluriennali”, del 7 maggio 2009, i dettagli sui contenuti del provvedimento, che entrano a pieno titolo nella guida.

Paola Pullella Lucano

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Fonte agenzia entrate

 

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