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case da demolire – L’Esercito nelle case da demolire

sabato, 13 marzo 2010

 

L’Esercito nelle case da demolire

PROVINCIA OGLIASTRA TORTOLÌ.

Da abbattere il cucinino di un cieco. Un cittadino si rassegna: farò io, senza aspettare le ruspe L’Esercito nelle case da demolire Abusi edilizi, ieri mattina i sopralluoghi a Orrì Giovedì 11 marzo 2010 Dopo Tertenia, Tortolì. Anche nella cittadina capoluogo sono cominciati i sopralluoghi di militari e forze dell’ordine sugli edifici abusivi da demolire sulla base di sentenze passate in giudicato. Nel mirino la marina di Orrì, ma non solo. L a task force contro gli abusi edilizi arriva anche a Tortolì. Gli uomini del Genio militare si danno appuntamento nella caserma dei carabinieri poco dopo le nove di ieri mattina. Alla spicciolata arrivano anche i poliziotti del commissariato, la squadra di Polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Lanusei, i vigilie urbani ed i geometri del Comune. C’è anche il comandante della compagnia dei carabinieri di Lanusei Dario Pini. Dopo il vertice, che dura oltre un’ora e che serve a verificare l’elenco delle notifiche e le procedure da seguire, la colonna è pronta per i sopralluoghi sul campo destinati ad accertare la reale entità degli abusi. Una procedura già eseguita a Tertenia, nella Marina di Sarrala, per i casi di abusivismo sui quali incombe l’ingiunzione di demolizione, e che viene ripetuta nel territorio del capoluogo. SANTA LUCIA La prima tappa è nel popolare rione di Santa Lucia. La realizzazione di una cucina di una trentina di metri quadrati è l’abuso finito nel mirino della magistratura. La proprietaria, Aneglia Cannas, non riesce a trattenere le lacrime. «Neanche se avessi ammazzato un uomo avrei avuto tanta giustizia in casa», dice sull’uscio di quel cucinotto attrezzato con un pannello solare. Il suo è lo sfogo di un momento. «L’ho fatta per rendere più facile la vita a mio figlio non vedente», spiega la donna mentre i militari fotografano e misurano col decametro l’abuso che ha realizzato nel 1997 in seguito all’incidente in motorino che rese cieco suo figlio Gianni. La signora e suo marito sanno perfettamente che tutti quegli uomini in divisa sono arrivati in via Grazia Deledda per fare il loro dovere. Alla fine si stringono anche la mano. IN COSTA La colonna riparte alla volta di Orrì. Nella costa è concentrata la maggior parte delle ispezioni in programma. Lungo una leggera salita, nella collinetta alle spalle della spiaggia di Fox’e lioni, c’è una casetta in legno. Il proprietario Salvatore Pili attende l’arrivo della squadra in compagnia del fratello Roberto. Non c’è tensione, solo il dispiacere per quella che si rivelerà la cronaca di una demolizione annunciata. «La demoliamo noi prima che siano gli altri a farlo – dice il fratello del proprietario – e speriamo che tutti vengano trattati alla stessa maniera». SEI CASOTTI FUORILEGGE I sopralluoghi continuano per tutta la mattinata lungo il litorale di Orrì. Alla fine dell’impegnativa giornata saranno sei i casi di abusi edilizi passati sotto la lente d’ingrandimento dei militari del Genio arrivati da Macomer e delle forze dell’ordine della cittadina. Su tutti pende come una spada di Damocle un’ingiunzione di demolizione da parte del Tribunale di Lanusei. A carico dei proprietari ci sono sia le spese per le verifiche tecniche dei militari sia quelle per le demolizioni e lo smaltimento. Sono casi che risalgono alla prima metà degli anni Novanta e che sono arrivati alla fine dell’iter giudiziario dopo la denuncia per abusivismo. Si tratta di casette prefabbricate, roulotte appoggiate sul terreno, verande realizzate senza la necessaria concessione edilizia. STAMANI NUOVO ROUND Quest’oggi si riparte. La task force antiabusi in mattinata sarà in località Fontana dei frati, alla periferia del paese per accertare l’entità dell’abuso. Questa volta però non si tratta del solito prefabbricato utilizzato durante il periodo estivo. Nella villetta ci vive un’intera famiglia. Ma questo è un altro capitolo della controversa storia dell’abusivismo in Ogliastra. GIUSY  FERRELI

fonte : UNIONE SARDA 13/03/2010

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abusi edilizi tortoli, sopraluogo sul litorale

mercoledì, 10 marzo 2010

Tortolì, abusi edilizi:
sopralluogo sul litorale

Le case abusive costruite sul litorale di Orrì, nel Comune di Tortolì, hanno le ore contate. Stamani militari del genio civile, carabinieri e agenti di polizia municipale, con una squadra di polizia giudiziaria della Procura hanno cominciato le ricognizioni sugli immobili da abbattere

Le case abusive costruite sul litorale di Orrì, nel Comune di Tortolì, hanno le ore contate. Stamani militari del genio civile, carabinieri e agenti di polizia municipale, con una squadra di polizia giudiziaria della Procura hanno cominciato le ricognizioni sugli immobili da abbattere in esecuzione di sentenze della magistratuira da tempo passate in giudicato. Gli abusi su cui pesano i provvedimenti esecutivi di demoliazione sono una decina. Dalla costa di Sarrala (Tertenia) fino a Tortolì e Santa Maria Navarrese, la lotta a mattone selvaggio dunque prosegue senza sosta, ma non senza polemiche. Alcuni esperti in materia urbanistica avevano denunciato l’inerzia della Regione. Sarebbe stata l’amministrazione regionale e non lo Stato, attraverso l’Esercito, a dover inviare le ruspe per le demolizioni. Nel frattempo i proprietari delle case abusive, specialmente a Tertenia, sono in rivolta. E attraverso i piani di risanamento cercano di salvare il salvabile.

Mercoledì 10 marzo 2010 12.10

FONTE UNIONE SARDA

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Demolite tutti gli abusi edilizi

venerdì, 12 giugno 2009

12.06.2009
Lanusei, il procuratore riesuma 200 casi e convoca i sindaci

Questione di settimane, poi le ruspe sono pronte a entrare in azione in dodici comuni ogliastrini. Demoliranno villette sul mare, a pochi metri dalla battigia e per giunta in terreni comunali. Qualcuna persino nel bianco abbagliante del lido di Orrì o negli scenari mozzafiato dei Tacchi. Alla faccia di vincoli paesaggistici e delle norme di tutela ambientale. Distruggeranno interi piani di case spuntati magicamente in diversi terreni privati. Spazzeranno via una miriade di appartamenti mobili senza uno straccio di permesso edilizio. Era dalla fine degli anni Novanta che decine e decine di sentenze del tribunale di Lanusei, duecento in totale, ne avevano decretato l’immediata demolizione perché immobili abusivi e non sanabili, ma un po’ per i timori di alcuni amministratori, un po’ per la burocrazia, un po’ per la lentezza della giustizia, sinora si era concluso tutto con un nulla di fatto. Qualche giorno fa, il procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi, decide invece di metterci mano, rispolverare una montagna di carte, prendere in mano quelle sentenze. A imporglielo è la legge, le pronunce della Cassazione, i malumori di molti cittadini. Il vertice con i sindaci. Che fa allora, il procuratore ogliastrino? Senza perdere neppure un prezioso minuto promuove un incontro con i sindaci dei comuni del territorio colpiti da quelle sentenze di demolizione. Sollecita anche la presenza dei responsabili degli uffici tecnici comunali. Li riunisce tutti negli uffici della Procura a Lanusei. E in sostanza dice loro: signori, stavolta si fa davvero sul serio: ci sono circa duecento sentenze, piuttosto datate, del tribunale di Lanusei che danno mandato alla Procura di eseguire le demolizioni, quindi non perdiamoci in chiacchiere e decidiamo come agire subito. E così, la riunione ha inizio. Sono presenti i comuni di Barisardo, Baunei, Cardedu, Gairo, Ilbono, Loceri, Tertenia, Tortolì, Girasole, Lanusei. Assenti ma comunque interessati alla vicenda sono anche Villagrande e Lotzorai. Sono i magnifici dodici territori sui quali entro un paio di settimane le ruspe entreranno in azione per spazzare via circa duecento abusi edilizi di ogni genere. La riunione dura alcune ore. Sindaci e dirigenti fanno diverse domande, qualcuno manifesta anche alcune di perplessità, forse la spia di un po’ di timore. Ma il procuratore Fiordalisi rassicura tutti. Ai più incerti ricorda anche che la legge, per chi non ottempera alle demolizioni, è piuttosto chiara: si rischia l’accusa di omissione di atti di ufficio. E lo ripete bene, ancora una volta, che davvero non si può più perdere tempo. Perché tanto per cominciare c’è la Cassazione che lo ha stabilito in modo chiaro che entro 90 giorni dalla notifica dell’ordinanza di demolizione, se l’immobile non è demolito di sua spontanea volontà dal proprietario, diventa di diritto di proprietà del Comune nel quale ricade. E quindi tocca a quest’ultimo preoccuparsi di demolirlo. Per prima cosa, dunque, alla Procura di Lanusei e ai sindaci, adesso spetterà accertare se effettivamente chi ha commesso gli abusi edilizi da demolire abbia già provveduto da sè come gli imponeva la legge. Nel caso contrario, ci penseranno le ruspe di una ditta della Penisola o quelle del Genio militare. Un nucleo ad hoc per i controlli. Per rendere più facile questo compito, sveltire i controlli, il numero uno della Procura ogliastrina, ha deciso anche di costituire un nucleo ad hoc di polizia giudiziaria. Una sezione speciale che da ora in poi si occuperà esclusivamente di urbanistica, ambiente e abusi edilizi. Il lavoro, sin da subito, non le mancherà di certo. Il neo gruppo di agenti, infatti, scenderà in campo già da stamattina, alla caccia di illeciti in materia ambientale e urbanistico. Ma le verifiche più urgenti, per il momento, rimangono quelle legate alle duecento sentenze di demolizione che riguardano abusi edilizi non più sanabili. Sono l’ultimissimo passo prima di dare il via libera alle ruspe. Una decisione che era attesa da tanti anni, rinviata da tempo immemore, forse perduta tra miriadi di carte polverose. «Con la riunione insieme ai sindaci dei comuni interessati – spiega il procuratore Domenico Fiordalisi – e la costituzione di una sezione speciale della polizia giudiziaria comincia un nuovo percorso nella repressione degli abusi e nella esecuzione delle sentenze del tribunale che hanno ordinato gli sfratti». Come dire che per gli illeciti in materia ambientale arrivano tempi duri.

articolo Valeria Gianoglio LANUSEI.

fonte LA NUOVA SARDEGNA – Ambiente e territorio : «Demolite tutti gli abusi edilizi»

fonte2 REGIONE SARDEGNA – sito ufficiale Regione Autonoma della Sardegna

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