Tertenia. Confronto serrato con i sindaci che replicano: non abbiamo i soldi per completare le procedure
«Siamo abusivi, non criminali»
Mattone, il condono è un miraggio da 30 anni
Venerdì 07 agosto 2009
I sindaci sono chiamati a eseguire le sentenze di demolizione delle costruzioni abusive, ma tra i proprietari c’è chi aspetta da trent’anni i condoni promessi. Dopo l’offensiva della Procura, confronto serrato fra cittadini e amministratori.
L e sentenze di condanna per abusi edilizi giacevano da anni in attesa di esecuzione. Il procuratore Domenico Fiordalisi al suo arrivo a Lanusei le ha rispolverate senza indugi. Il particolare è emerso nel corso dell’incontro sollecitato dai sindaci della costa ogliastrina all’assessore regionale Gabriele Asunis. La sala consiliare era gremita di cittadini nei guai per abusi edilizi più o meno gravi, che in questi giorni stanno vivendo, insieme ai loro familiari, momenti di grave preoccupazione. Nei loro interventi non rifiutano l’etichetta di abusivi, ammettono di aver infranto la legge ma non accettano di essere criminalizzati in quanto hanno dovuto agire spesso in stato di necessità o in assenza assoluta di risposte da parte di comuni, Regione e uffici statali. È il caso esposto da Mario Nieddu, commerciante di Tortolì che ha costruito un casotto in legno nella marina di Sarrala prima del 1972 .Dal 1985 attende dalla Sovrintendenza un parere decisivo per ottenere la sanatoria. Un parere che non è mai arrivato. Secondo Giampaolo Monni, geometra ed ex amministratore di Tertenia, a dare il cattivo esempio è stata proprio la pubblica amministrazione «I cittadini che hanno atteso per anni, invano, una pianificazione degli interventi edilizi – ha spiegato Monni – si sono ritrovati con un pugno di mosche. Stato, Regione e Comuni pongano rimedio, seppure tardivo, alle loro inadempienze. Dove non è possibile la sanatoria, si autorizzi la nascita di aggregati costieri o rurali».
Nella marina di Sarrala il fenomeno dell’abusivismo ha assunto un’autentica impennata a partire dagli ultimi anni ‘70 e la zona detiene oggi il record provinciale degli abusi accertati. La raffica delle ingiunzioni a demolire emesse nei giorni scorsi dalla Procura di Lanusei rischia ora di mettere in crisi anche molte amministrazioni comunali. I sindaci infatti sono chiamati ad accertare, entro 90 giorni, la consistenza dei beni da trasferire al patrimonio indisponibile del Comune. «Ogni accertamento- ha spiegato Marcella Lepori sindaco di Tortolì – costa 3.700 euro. Chi ci dà i soldi per effettuarli?»
«Ci pensi direttamente la Regione – ha proposto Giampiero Muceli sindaco di Cardedu – così come per le demolizioni, senza lasciare i sindaci nello scomodo ruolo di parafulmine». Per l’assessore Asunis, intervenuto in chiusura, la rinuncia dei Comuni alle loro prerogative sarebbe un segno di arretramento rispetto alla logica del decentramento. «Il fenomeno dell’abusivismo – ha concluso Asunis – ha bisogno di una soluzione che veda un impegno comune da parte di tutti, compresi gli abusivi in forma associata». Ma occorre fare in fretta, per evitare tensioni sociali. tensioni sociali.
NINO MELIS
fonte L’UNIONE SARDA
Visita i ns siti web :
PUNTO IMMOBILIARE
http://www.immobiliarepunto.it
http://www.immobiliarepunto.com
____________________________
Devi vende o acquistare un immobile, contattaci !!!