Demolite tutti gli abusi edilizi

giugno 12th, 2009

12.06.2009
Lanusei, il procuratore riesuma 200 casi e convoca i sindaci

Questione di settimane, poi le ruspe sono pronte a entrare in azione in dodici comuni ogliastrini. Demoliranno villette sul mare, a pochi metri dalla battigia e per giunta in terreni comunali. Qualcuna persino nel bianco abbagliante del lido di Orrì o negli scenari mozzafiato dei Tacchi. Alla faccia di vincoli paesaggistici e delle norme di tutela ambientale. Distruggeranno interi piani di case spuntati magicamente in diversi terreni privati. Spazzeranno via una miriade di appartamenti mobili senza uno straccio di permesso edilizio. Era dalla fine degli anni Novanta che decine e decine di sentenze del tribunale di Lanusei, duecento in totale, ne avevano decretato l’immediata demolizione perché immobili abusivi e non sanabili, ma un po’ per i timori di alcuni amministratori, un po’ per la burocrazia, un po’ per la lentezza della giustizia, sinora si era concluso tutto con un nulla di fatto. Qualche giorno fa, il procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi, decide invece di metterci mano, rispolverare una montagna di carte, prendere in mano quelle sentenze. A imporglielo è la legge, le pronunce della Cassazione, i malumori di molti cittadini. Il vertice con i sindaci. Che fa allora, il procuratore ogliastrino? Senza perdere neppure un prezioso minuto promuove un incontro con i sindaci dei comuni del territorio colpiti da quelle sentenze di demolizione. Sollecita anche la presenza dei responsabili degli uffici tecnici comunali. Li riunisce tutti negli uffici della Procura a Lanusei. E in sostanza dice loro: signori, stavolta si fa davvero sul serio: ci sono circa duecento sentenze, piuttosto datate, del tribunale di Lanusei che danno mandato alla Procura di eseguire le demolizioni, quindi non perdiamoci in chiacchiere e decidiamo come agire subito. E così, la riunione ha inizio. Sono presenti i comuni di Barisardo, Baunei, Cardedu, Gairo, Ilbono, Loceri, Tertenia, Tortolì, Girasole, Lanusei. Assenti ma comunque interessati alla vicenda sono anche Villagrande e Lotzorai. Sono i magnifici dodici territori sui quali entro un paio di settimane le ruspe entreranno in azione per spazzare via circa duecento abusi edilizi di ogni genere. La riunione dura alcune ore. Sindaci e dirigenti fanno diverse domande, qualcuno manifesta anche alcune di perplessità, forse la spia di un po’ di timore. Ma il procuratore Fiordalisi rassicura tutti. Ai più incerti ricorda anche che la legge, per chi non ottempera alle demolizioni, è piuttosto chiara: si rischia l’accusa di omissione di atti di ufficio. E lo ripete bene, ancora una volta, che davvero non si può più perdere tempo. Perché tanto per cominciare c’è la Cassazione che lo ha stabilito in modo chiaro che entro 90 giorni dalla notifica dell’ordinanza di demolizione, se l’immobile non è demolito di sua spontanea volontà dal proprietario, diventa di diritto di proprietà del Comune nel quale ricade. E quindi tocca a quest’ultimo preoccuparsi di demolirlo. Per prima cosa, dunque, alla Procura di Lanusei e ai sindaci, adesso spetterà accertare se effettivamente chi ha commesso gli abusi edilizi da demolire abbia già provveduto da sè come gli imponeva la legge. Nel caso contrario, ci penseranno le ruspe di una ditta della Penisola o quelle del Genio militare. Un nucleo ad hoc per i controlli. Per rendere più facile questo compito, sveltire i controlli, il numero uno della Procura ogliastrina, ha deciso anche di costituire un nucleo ad hoc di polizia giudiziaria. Una sezione speciale che da ora in poi si occuperà esclusivamente di urbanistica, ambiente e abusi edilizi. Il lavoro, sin da subito, non le mancherà di certo. Il neo gruppo di agenti, infatti, scenderà in campo già da stamattina, alla caccia di illeciti in materia ambientale e urbanistico. Ma le verifiche più urgenti, per il momento, rimangono quelle legate alle duecento sentenze di demolizione che riguardano abusi edilizi non più sanabili. Sono l’ultimissimo passo prima di dare il via libera alle ruspe. Una decisione che era attesa da tanti anni, rinviata da tempo immemore, forse perduta tra miriadi di carte polverose. «Con la riunione insieme ai sindaci dei comuni interessati – spiega il procuratore Domenico Fiordalisi – e la costituzione di una sezione speciale della polizia giudiziaria comincia un nuovo percorso nella repressione degli abusi e nella esecuzione delle sentenze del tribunale che hanno ordinato gli sfratti». Come dire che per gli illeciti in materia ambientale arrivano tempi duri.

articolo Valeria Gianoglio LANUSEI.

fonte LA NUOVA SARDEGNA – Ambiente e territorio : «Demolite tutti gli abusi edilizi»

fonte2 REGIONE SARDEGNA – sito ufficiale Regione Autonoma della Sardegna

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dicembre 29th, 2009

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Agevolazioni acquisto prima casa : imperdonabile la tardiva residenza

dicembre 18th, 2009

Agevolazioni acquisto prima casa imperdonabile la tardiva residenza

Il trasferimento attuato fuori dai termini di legge comporta la decadenza, anche se il contribuente non ha colpa

In tema di imposta di registro, ai fini dell’agevolazione fiscale per l’acquisto della prima casa, costituisce presupposto essenziale per il conseguimento del beneficio, il trasferimento della residenza nel Comune in cui è ubicato l’immobile acquistato entro il termine stabilito dalla legge e, nel contempo, non assume alcuna rilevanza la circostanza secondo cui il mancato trasferimento sia o meno attribuibile alla colpa del contribuente.
Questo il principio di diritto desumibile dall’ordinanza della sezione tributaria della Corte di cassazione n. 24926 del 26 novembre.

La vicenda
La vertenza riguarda il recupero da parte dell’agenzia delle Entrate dell’agevolazione fiscale sull’imposta di registro spettante per l’acquisto della prima casa, sul presupposto del mancato trasferimento della residenza, da parte dei contribuenti, nel Comune di ubicazione dell’immobile oggetto dell’acquisto, entro il termine decadenziale di un anno (termine vigente all’epoca dei fatti).
La Commissione tributaria regionale della Toscana, rigettando l’appello dell’Amministrazione finanziaria, aveva ritenuto che non dovesse tenersi conto del termine decadenziale, nel caso in cui il trasferimento di residenza sia stato conseguito tardivamente ma, il contribuente “…abbia fatto quanto in suo potere per poter materialmente abitare la casa e poi quando possibile abbia preso inconfutabilmente la residenza nella casa acquistata“.
Secondo i giudici, seppure la residenza sia stata tardivamente acquisita, la decadenza non si sarebbe compiuta, in quanto i contribuenti hanno documentato di essersi sin da subito attivati a effettuare i lavori e a richiedere le concessioni amministrative per rendere abitabile l’immobile acquistato e, una volta conseguito il permesso di abitabilità, hanno materialmente ottenuto la predetta residenza.
Contro tale decisione, l’agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione.

La pronuncia della Cassazione
Per i giudici di legittimità, il diritto all’agevolazione fiscale per l’acquisto della prima casa è condizionato alla circostanza secondo cui, l’immobile sia ubicato nel Comune ove l’acquirente ha, ovvero stabilisca, la residenza entro un determinato termine dall’acquisto (nella specie, regolata ratione temporis dall’articolo 3 della legge 549/1995).
Nessuna rilevanza giuridica, invece, può essere riconosciuta né “…alla realtà fattuale, ove questa contrasti col dato anagrafico…“, né “…all’eventuale ottenimento della residenza oltre il termine fissato…“.
Il rispetto del predetto termine, infatti, costituisce un presupposto essenziale al fine del conseguimento del beneficio fiscale.
La Cassazione, inoltre, sottolinea come tale interpretazione trovi conforto nel principio generale secondo cui la norma agevolativa, deve essere intesa come norma di stretta interpretazione.

La pronuncia esprime l’orientamento della oramai consolidata giurisprudenza di legittimità (cfr Cassazione, ordinanza n. 4321/2009) secondo cui, in tema di agevolazioni prima casa, il trasferimento della residenza nel termine di legge (ora 18 mesi) è requisito costitutivo del diritto al beneficio e, il suo mancato adempimento, impedisce il realizzarsi dello stesso.
In ogni caso, la circostanza secondo cui il mancato trasferimento non sia imputabile al comportamento colposo del contribuente, non può assumere alcuna rilevanza ai fini del conseguimento dell’agevolazione.

Stefano Scorcia

FONTE AGENZIA TERRITORIO

2009121218

 

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immobili fantasma!

dicembre 18th, 2009

Immobili fantasma, in tre anni oltre 2 milioni di unità celate In Gazzetta Ufficiale il comunicato del Territorio con la lista degli ultimi comuni catastali supervisionati Dal 2007 al 2009 individuati 2.070 milioni di fabbricati fantasma. La verifica condotta dai ghostbuster del Territorio ha setacciato, nel corso di quest’anno, le aree di 28 province, pari a oltre il 25% dell’intera penisola, fotografando 570mila nuovi immobili “nascosti” all’erario. I risultati finali del controllo a tappeto sono stati annunciati oggi, in conferenza stampa, dal direttore dell’agenzia del Territorio, Gabriella Alemanno, in concomitanza della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del comunicato contenente gli elenchi degli ultimi comuni catastali supervisionati. Nel documento si avvisano gli eventuali inadempienti che le liste delle particelle “incriminate” e dei relativi enti locali ospitanti – naturalmente solo quelli interessati dall’ultima ondata di controlli – sono consultabili per sessanta giorni, a partire da oggi, sul sito del Territorio. Pertanto, i titolari delle costruzioni segnalate avranno, se tenuti alla regolarizzazione, sette mesi di tempo (da oggi) per dichiarare i fabbricati al catasto edilizio (la scadenza per l’adempimento spontaneo fissata, in un primo tempo in 90 giorni, è stata prolungata per effetto delle disposizioni contenute nel Dl 248/2007). Trascorso inutilmente tale termine, le strutture del Territorio provvederanno all’accatastamento d’ufficio. È ovvio che mettersi in regola spontaneamente conviene, si evita infatti la maggiorazione dei costi derivante dall’inasprimento delle sanzioni dovute per l’attività svolta dall’ufficio. Nell’ipotesi, invece, di accertata insussistenza dell’irregolarità, gli interessati potranno inviare una segnalazione all’ufficio provinciale del Territorio utilizzando l’apposito modello scaricabile dal sito dell’Agenzia. Un’ipotesi più che plausibile, considerato che la ricerca degli immobili fantasma è avvenuta attraverso un processo articolato partito con una serie di foto-identificazioni aeree, effettuate in collaborazione con l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, successivamente sovrapposte alla cartografia catastale gestita dal Territorio. I risultati, poi, sono stati sottoposti a ulteriori verifiche negli archivi censuari. Passaggi complessi che, in alcuni casi, hanno rilevato esiti opposti a quelli della prima “impressione” (ad esempio, immobili già censiti, o dichiarati prima della pubblicazione del comunicato, o addirittura inesistenti perché demoliti, eccetera). L’attività di accertamento, avviata nel 2008 e tuttora in corso, è stata completata per il 30% delle particelle individuate e ha condotto all’accatastamento di oltre 270mila unità immobiliari, con un incremento di rendita catastale di 145 milioni di euro. Dal lato degli adempimenti volontari, le regolarizzazioni sono state 147mila e l’aumento di rendita si è attestato a 47 milioni di euro. Le tipologie di fabbricati accatastati sono, per lo più, rappresentate da abitazioni (33%) e da magazzini o garage (51%). Sono le cifre significative diffuse dal direttore, Gabriella Alemanno, nel corso della conferenza stampa tenutasi questa mattina a Roma.

 Paola Pullella Lucano

FONTE AGENZIA TERRITORIO

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Costruzioni in ginocchio

dicembre 5th, 2009

Costruzioni in ginocchio Il pensiero di Paolo Bozzetti L’industria italiana delle costruzioni è in ginocchio. Tutti i suoi comparti produttivi, dalle imprese realizzatrici ai produttori di laterizi, dal legno al vetro, dal calcestruzzo alle macchine di cantiere, dall’impiantistica alla chimica. Per non dire delle società di ingegneria. Tutti hanno visto ridursi drasticamente attività, fatturati e di conseguenza l’occupazione». Paolo Buzzetti lancia l’allarme come Presidente di Federcostruzioni, Federazione di Federazioni, che riunisce circa 100 associazioni imprenditoriali, che a loro volta rappresentano 30.000 imprese, con 3 milioni di dipendenti per 370 miliardi di fatturato. «Un sistema – sottolinea Buzzetti – fatto di grandi aziende, si pensi al cemento, all’impiantistica, ai general contractors, ma soprattutto di centinaia di migliaia di piccole e medie imprese che non retoricamente, ma sostanzialmente sono l’innervatura economica che tiene in piedi questo Paese». Il presidente di Federcostruzioni ha evidenziato come la produzione industriale relativa alle costruzioni sia calata del 30% in 2 anni. «La recessione investe con una violenza sconosciuta le industrie produttrici del settore delle costruzioni. Basti pensare che la crisi della metà degli anni Novanta – da molti considerato un momento di forte difficoltà economica – abbia visto una riduzione in tre anni del 10%. Oggi siamo a tre volte tanto in un arco di tempo più ridotto». Industria costruzioni, costruzioni, costruzione, impresa costruzione,

 

20091205

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Crisi nel settore costruzioni

dicembre 5th, 2009

Una crisi eccezionale sta colpendo le costruzioni Nel 2009 gli investimenti in costruzioni registreranno un calo rispetto al 2008 intorno al 10%.Tutti i comparti sono in difficoltà: – la nuova edilizia residenziale perde il 19%; – l’edilizia non residenziale privata diminuisce del 10%; – i lavori pubblici, che avrebbero dovuto svolgere una forte funzione anticongiunturale, calano dell’8%. Anche la manutenzione straordinaria del patrimonio abitativo esistente perde l’1% rispetto al 2008. Si tratta di uno scenario assai critico ed a fine 2010 gli investimenti in costruzioni saranno ritornati ai livelli dell’inizio degli anni 2000. Il calo degli investimenti nel settore delle costruzioni pari a circa il 20% nel triennio 2008 -2010, raggiunge il 30% nella nuova edilizia abitativa ed il 23% nel comparto non residenziale privato. Per le opere pubbliche, la riduzione è in atto da sei anni e nel 2010 gli investimenti saranno il 23% rispetto al 2004. Ma se si guarda alla produzione e alle dinamiche dei diversi comparti che fanno parte delle costruzioni l’eccezionale flessione degli investimenti finisce per sembrare un valore ancora troppo ‘ottimista’. Nell’insieme il calo della produzione industriale nel settore delle costruzioni nel biennio 2009 – 2010 è stato mediamente del 30%. Se si osserva il grafico che misura l’indice della produzione industriale dell’ISTAT di un insieme di materiali delle costruzioni (cemento, prodotti in calcestruzzo, piastrelle in ceramica, laterizi, prodotti di carpenteria in legno e falegnameria per l’edilizia) dal 1990 al gennaio-settembre 2009. Emerge con grande evidenza come la recessione investa con una violenza sconosciuta le industrie produttrici del settore delle costruzioni. Ben un terzo in meno in due anni è cosa ben diversa dalla riduzione di 10 punti, che si era determinata nel triennio 1992-1994, considerato da tutti gli analisti come la congiuntura più critica degli ultimi anni. Oltre 100.000 lavoratori persi in un anno, con una previsione per il prossimo anno di altri 150.000 Il 2010 sarà un anno decisivo per il settore delle costruzioni, sarà l’anno della resa dei conti: in termini occupazionali e di capacità competitiva delle imprese. La crisi sta colpendo duro riducendo fortemente l’occupazione nell’edilizia. L’osservatorio delle Casse edili stimava ad Agosto una differenza nel numero di operai registrati, rispetto al mese di Luglio dell’anno precedente, intorno alle 100.000 unità. Un dato sicuramente sottostimato rispetto alla realtà effettiva considerato che il sistema informatizzato della Commissione Nazionale delle Casse (CNCE) rappresenta circa l’80% della totalità delle casse.Un dato che oggi dopo tre mesi è sicuramente aumentato. Nello stesso periodo il calo relativo alle imprese è stato stimato in 20.000. Restando ancorati ai dati rilevati relativi al mese di Agosto va segnalato come la crisi colpisca soprattutto in valori assoluti le città e le province metropolitane. Roma ha perso in un anno 8.000 operai, Milano 4.500. Altrettanti, per restare in Lombardia ne perdono complessivamente Bergamo, Varese, Como e Lecco. Le province del Veneto, senza contare Verona, registrano un calo di 3.500 operai. Particolarmente grave appare la situazione dell’Umbria dove complessivamente nelle due province la contrazione riguarda 4.000 operai su n totale di circa 14.500 iscritti. Negli ultimi mesi la crisi sta dilagando anche nelle regioni del Mezzogiorno, con molte province che registrano cali che si avvicinano al 25%, ovvero una riduzione corrispondente ad un quarto della forza lavoro iscritta un anno fa. Tenendo conto della dimensione colpiscono i 3.800 operai in meno della provincia di Salerno, gli oltre 2.000 di Palermo, i 2.600 di Sassari e i 1.800 di Reggio Calabria. Le previsioni sono che si arrivi nel corso del 2010 a registrare un calo dei lavoratori dipendenti Tag 1 costruzione, costruzioni. crisi, crisi immobiliare, crisi costruzioni, crisi casa, crisi case,

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Contrazione finanziamenti imprese di costruzioni

dicembre 5th, 2009

Continua la forte contrazione dei finanziamenti alle imprese di costruzioni

 Nei primi sei mesi del 2009, il flusso di nuovi finanziamenti per investimenti nel settore abitativo è diminuito del 17,7% rispetto al primo semestre dello scorso anno. Nel non residenziale il calo è stato del 16,4% a livello nazionale.
Ma le imprese soffrono anche del calo dei mutui erogati alle famiglie per l’acquisto di immobili: nei primi sei mesi di quest’anno a livello nazionale la diminuzione delle erogazioni è stata del 17,3%.
Ma non sono solo i dati di Banca d’Italia a segnalare una situazione a dir poco allarmante.
Circa il 45% del campione di imprese associate che hanno partecipato all’Indagine rapida Ance settembre 2009 continua a sperimentare difficoltà nell’accesso al credito. Un fenomeno che continua a manifestarsi in maniera preoccupante è il cambiamento unilaterale delle condizioni contrattuali sui finanziamenti in essere da parte delle banche: ben il 33% del campione, ovvero un terzo delle imprese, ha dichiarato di aver subito la richiesta di cambiamento delle condizioni previste dal contratto sottoscritto con l’istituto di credito.

In un momento così delicato, per le imprese è difficile cambiare controparte e quindi il più delle volte le aziende devono accettare queste variazioni, essendo molto basso il loro potere contrattuale.
Aumentano gli spread, sia per i mutui a tasso variabile sia per quelli fissi. Per questi ultimi cresce il differenziale con l’Area Euro: a settembre 2009 i mutui erogati nel nostro Paese erano più cari dello 0,61% rispetto a quelli europei (ad agosto questa differenza era pari allo 0,74%).
Per capire cosa vuole dire questo differenziale d’interesse, l’Ance ha effettuato una simulazione, prendendo come base di riferimento i tassi sui mutui alle famiglie per l’acquisto dell’abitazione della BCE. Si è ipotizzato di sottoscrivere un finanziamento per l’acquisto della casa in Italia e nell’Area Euro pari a 150.000 euro per una durata di 25 anni; dalla simulazione emerge che le famiglie italiane sono costrette a pagare 15.758 euro in più rispetto all’Europa.

 fonte ance

20091215

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